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Le nostre risorse umane devono ispirarsi al modello delle 5 V costituito da cinque elementi di autovalutazione, applicabili al marketing di se stessi.

VIVIBILITA’:

definisce la capacità di governare e impostare la propria esistenza in modo sereno, equilibrato, naturale, intonato ai propri bisogni e preferenze, nel rispetto degli altri ma principalmente nel rispetto di se stessi.
Vivibilità sul lavoro significa pianificare bene il proprio tempo operativo, avendo coscienza dei propri limiti di resistenza e della quantità di carico di lavoro.

VITALITA’:

stile personale assertivo, propositivo, generoso ed entusiasta. E’ la leadership naturale, il carisma. Si basa sulla fiducia in sé e negli altri, sul pensiero positivo (cioè sull’ottimismo razionale che ha deciso di vedere sempre e in ogni caso la bottiglia mezza piena anziché mezza vuota), sulla fedeltà nel cambiamento (capacità di ricominciare ogni giorno e di cambiare il modo di fare, rimanendo coerente a se stessi).

VERBALITA’:

la modalità di comunicazione che rappresenta l’aspetto caratterizzante della
personalità. Aspetti della comunicazione interpersonale: comunicazione verbale, comunicazione non verbale, l’ascolto ed il silenzio. E’ necessario porsi due domande: cosa voglio ottenere comunicando? Cosa devo dire per ottenerlo? La prima regola è dedicare attenzione ai nostri interlocutori.
Il processo di comunicazione è costituito da 3 momenti:

1. momento di entrata (input): acquisizione dell’informazione;
2. momento di elaborazione: decodificazione, comprensione, interpretazione;
3. momento di uscita (output): verbalizzazione, scrittura.

La fase più importante del processo è di solito considerata l’elaborazione interiore perchè rappresenta il contributo personale alla situazione iniziale. Per il marketing di se stessi la fase più importante è di output, perchè rappresenta il contatto con il cliente/interlocutore. In base ad una ricerca su 1000 manager il tempo di relazione si suddivide nel 30-40% alla fase di input; 5-10% alla
fase di elaborazione; 20-30% alla fase di output. Non basta parlare, occorre essere ben compresi.

VESTIBILITA’:

intendiamo il sapersi vestire, utilizzare lo strumento abbigliamento in modo
coerente alla propria personalità, alle occasioni da vivere e all’immagine di se stessi che si desidera presentare agli altri. Nel colore di una cravatta o di una giacca si rivelano i segni della personalità; possono trasmettere messaggi di aggressività o di rigore, di sobrietà o di esagerazione. Il giudizio
estetico è in parte soggettivo ma non si può prescindere dall’eleganza personale: descrive uno stile originale o tradizionale di abbigliamento, ma la condizione base è che vi sia armonia di colori, materiali, misura e proporzione.
La stilista Coco Chanel diceva: “se una donna è malvestita si nota l’abito. Se è vestita impeccabilmente si nota la donna”.
“Non si ha mai due volte la possibilità di lasciare la prima impressione”. Mc Kenna. Lo scopo rappresentativo dell’abbigliamento ha una duplice funzione comunicativa. Verso gli altri, il nostro modo di vestire trasmette il ruolo sociale che riteniamo di ricoprire o il tipo di persona che desideriamo che gli altri percepiscano. Verso noi stessi, concreta il conformismo o l’originalità che
sentiamo corrisponda alla nostra personalità.

VISIBILITA’:

il ruolo che si ricopre definisce ciò che gli altri si aspettano da noi (ruolo di capo, di padre, di cittadino). Per aumentare la nostra visibilità e costruirsi la notorietà è necessario sviluppare la fiducia in noi stessi, che nasce da un sano senso critico. Lavorare sulla fiducia in noi stessi e identificare l’immagine che vogliamo dare agli altri è essenziale perchè nella sfera inconscia c’è una immagine di noi stessi che incide sul modo di comportarci. Condiziona i nostri bisogni e seleziona le nostre aspettative.
Alcune linee di comportamento da attivare:

1. essere puntuali;
2. sviluppare le doti di leader (non tirarsi indietro);
3. evitare di lamentarsi;
4. scegliersi uno stile preciso, un profilo di personalità;
5. migliorare continuamente la visibilità raggiunta, controllandone l’effetto e la percezione;
6. fare attenzione alla comunicazione non verbale, che influenza la nostra visibilità:
7. espressione del volto e del corpo, trasmissione di segnali intuitivi ed emotivi.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Marzo 2009 15:12  

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